Salta al contenuto principale

Serena Baldi

Gnatologia

Gnatologia

La gnatologia è una branca specialistica dell’odontoiatria che si occupa dello studio, della diagnosi e del trattamento dei disturbi dell’apparato stomatognatico, ovvero l’insieme delle strutture responsabili della masticazione e delle funzioni ad essa correlate. In particolare, la gnatologia analizza il corretto funzionamento e le relazioni tra:

* Denti e occlusione dentale;
* Mandibola e mascella;
* Articolazioni temporo-mandibolari (ATM);
* Muscoli masticatori;
* Funzioni fondamentali come masticazione, deglutizione, fonazione e postura.

Questa disciplina parte dal presupposto che l’apparato masticatorio non lavori in modo isolato, ma sia strettamente connesso al resto del corpo. Alterazioni dell’equilibrio occlusale o dei movimenti mandibolari possono infatti riflettersi su disturbi apparentemente lontani dalla bocca, come cefalee, dolori cervicali, problemi posturali o acufeni.

La gnatologia adotta un approccio funzionale e globale, volto a ristabilire l’equilibrio tra le diverse componenti del sistema masticatorio e il loro corretto rapporto con il cranio.

Dal punto di vista clinico, lo studio gnatologico permette di individuare disfunzioni temporo-mandibolari, malocclusioni, sovraccarichi muscolari e alterazioni neuromuscolari che possono compromettere la qualità di vita del paziente, anche in assenza di evidenti problemi dentali.

La visita gnatologica è il primo passo per individuare la causa dei disturbi e pianificare un trattamento efficace. Si tratta di un esame approfondito e personalizzato, che include:

* Anamnesi dettagliata: il medico raccoglie informazioni sui sintomi, sulla storia medica del paziente e su eventuali abitudini viziate, come il bruxismo notturno o l’adozione di posture scorrette, sullo stile di vita e le eventuali condizioni di stress.
* Esame clinico: lo gnatologo analizza l’occlusione dentale, la relazione tra mandibola e cranio, i muscoli masticatori e facciali e le articolazioni temporo-mandibolari per identificare eventuali tensioni, dolori o anomalie.
* Valutazione funzionale: vengono effettuati test specifici per valutare il movimento della mandibola, il modo in cui i denti si incontrano nell’occlusione, l’attività muscolare.
* Esami strumentali: in alcuni casi, possono essere richiesti esami radiologici (come RX, Tac Cone Beam delle ATM e Risonanza Magnetica) o analisi più avanzate, come l’esame elettromiografico della muscolatura masticatoria, l’esame chinesiografico dei movimenti mandibolari o l’esame funzionale dinamico del distretto cranio cervico mandibolare.

Alla fine della visita, lo gnatologo fornirà una diagnosi e proporrà un piano di trattamento personalizzato, che potrebbe includere l’uso di bite, placche di riprogrammazione occlusale, terapie osteopatiche e/o fisioterapiche o altre soluzioni specifiche.

Quando rivolgersi allo gnatologo?
È consigliabile rivolgersi allo gnatologo quando si manifestano sintomi persistenti o ricorrenti che coinvolgono la bocca, la mandibola, il volto o il collo e che non trovano una spiegazione chiara in altre valutazioni mediche.

Molti disturbi gnatologici, infatti, possono essere sottovalutati o confusi con problemi di diversa origine, portando il paziente a consultare più specialisti senza ottenere benefici duraturi. È opportuno richiedere una visita gnatologica in presenza di:

* Dolore o rigidità alla mandibola, soprattutto al risveglio;
* Difficoltà ad aprire o chiudere completamente la bocca;
* Rumori articolari (click o scrosci) durante i movimenti mandibolari;
* Mal di testa frequenti, in particolare cefalee muscolo-tensive;
* Dolori cervicali, al viso o alle spalle senza causa apparente;
* Bruxismo o serramento dei denti, soprattutto notturno;
* Acufeni o senso di ovattamento auricolare;
* Sensazione di morso “sbagliato” o instabile;
* Peggioramento dei sintomi dopo trattamenti odontoiatrici o ortodontici.

Rivolgersi precocemente a uno gnatologo consente di individuare tempestivamente eventuali disfunzioni dell’apparato masticatorio, evitando che il problema si cronicizzi o si estenda ad altre strutture muscolo-scheletriche.

Disordini cranio-cervico-mandibolari

 I disordini cranio-cervico-mandibolari, DCCM, sono un’insieme di patologie che colpiscono l’articolazione temporo-mandibolare ed i muscoli della testa e del collo.

Il paziente si rivolge allo gnatologo sostanzialmente quando ha difficoltà nei movimenti della bocca, limitazioni soprattutto in apertura ed in chiusura, oppure quando la mandibola risulta addirittura “bloccata”. Spesso il paziente riferisce “click” articolari, rumori fastidiosi che si avvertono nell’aprire la bocca e nel masticare, oppure giunge all’attenzione del medico a causa del dolore (trigeminale, cervicale), di una cefalea persistente, ma anche a causa di vertigini, acufeni oltre che per alterazioni posturali. Essendo i muscoli masticatori e l’occlusione dentale il primo anello della catena posturale, eventuali malocclusioni dentali possono generare sintomatologie algico-disfunzionali riferibili in aree specifiche del distretto testa-collo.

Compito dello gnatologo è anche quello di aiutare il paziente ad eliminare le possibili cause di parafunzioni. Tra le parafuzioni, le più comuni sono il bruxismo ed il serramento.  

Bruxismo

Si tratta di quell’abitudine, quasi esclusivamente notturna ed involontaria, di digrignare i denti tra di loro durante il sonno. Il paziente può rendersi conto di questo perchè un’attività parafunzionale del genere, porta con il tempo alla formazione di faccette d’usura sui denti, e al risveglio, spesso il paziente riferisce affaticamento dei muscoli masticatori, che può ripercuotersi alla muscolatura del collo e delle spalle, nonché mal di testa.

Serramento

Al contrario del bruxismo, il serramento si verifica spesso durante l’arco della giornata, quando il paziente è impegnato in attività per lui stressanti, lavorative e non lavorative (es. guidare l’auto). In questo caso lo stress è considerato il maggior responsabile e sarà compito dello gnatologo indirizzare il paziente verso una terapia “comportamentale”.

Bite

Nel caso in cui vi sia un eccesso di spazio libero, il rapporto Mandibolo-cranico del paziente si può normalizzare con una placca peculiare detta: ortotico, che permette alla mandibola di posizionarsi in miocentrica e di mantenere questa posizione prima di stabilizzare la nuova posizione di occlusione una volta regredita la sintomatologia. L’ortotico è un dispositivo che si appoggia ai denti dell’arcata inferiore e riproduce una normale anatomia dentale, permettendo di trovare e mantenere l’occlusione che garantisce il miglior equilibrio muscolare.

Compila il form per ricevere maggiori informazioni

Nome
Privacy

Prenditi cura del tuo sorriso con serenità

Ogni percorso inizia da un primo incontro. Presso lo Studio Dentistico Serena Baldi potrai ricevere una valutazione attenta, chiara e personalizzata, in un ambiente accogliente pensato per adulti e bambini.